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  • Sara Bardi

Il ruolo del criminologo nelle indagini difensive

Il diritto di difendersi portando prove, è uno dei fondamenti principali di ogni ordinamento che voglia essere garantista e rispettoso del diritto di difesa, nonché del principio del contraddittorio.

La codificazione delle indagini difensive è stata introdotta dalla Lg.n. 397 del 7 dicembre 2000, nel Libro Quinto del Codice di Procedura Penale (“indagini preliminari e udienza preliminare”), precisamente all’art. 327bis (“attività investigativa del difensore”) e nel nuovo titolo VI bis, contenente gli articoli dal 391bis al 391decies, che ne disciplinano l’oggetto, le modalità e i termini.

In questo articolo viene stabilito “quando sono necessarie specifiche competenze” la possibilità di avvalersi della consulenza e collaborazione di professionisti specializzati come, a mio avviso fondamentale è la figura del criminologo.

E’ quindi comprensibile quanto sia importante per l’imputato avvalersi di mezzi e professionisti che lo aiutino a raccogliere le giuste prove, a descrivere dettagliatamente gli eventi specifici, permettendo un’ adeguata e coerente ricostruzione dei fatti.

Viene sottolineata quindi l’essenziale bisogno di multidisciplinarietà, il coinvolgimento da parte dell’avvocato alle competenze di terzi.

La figura del criminologo permette di indirizzare la richiesta di collaborazione di eventuali altri periti con competenze adeguate e specifiche per ciascun fatto o prova da circostanziare; egli ha competenze multidisciplinari, dalla psicologia all’interpretazione della documentazione giuridica e penale fino ad arrivare alla lettura e la definizione dei fenomeni criminologici, proprio per questa formazione riuscirà a collaborare efficacemente con il difensore.

Grazie alle modifiche apportate con questa legge, soprattutto con il rinnovamento dell’articolo 391 bis (colloquio, ricezione di dichiarazioni e assunzione di informazioni da parte del difensore), il ruolo del consulente tecnico, in sede investigativa, si connota per aspetti e ambiti nuovi; può come prima cosa esaminare i beni sequestrati, ha la possibilità di ispezionare, previa autorizzazione, la scena dove si è verificato l’illecito.

In questa fase il criminologo può fornire un contributo nella raccolta delle testimonianze e nella fase delle indagini è in grado di fornire aiuto al legale nella scelta della strategia di interrogatorio applicabile in base al crimine compiuto del sospettato.

In tutto questo scenario è rilevante la figura del criminologo perchè può fornire strumenti adeguati per ottenere informazioni da luoghi e situazioni che vanno osservati con occhio attento, in particolare nel momento delle investigazioni di sopralluogo, egli può interpretare, sotto il profilo criminologico e sociale, una condotta umana per valutarne la responsabilità, capire il perché e le circostanze di un determinato evento criminoso; può collaborare efficacemente nelle fasi di sopralluogo ed accertamenti tecnici, poiché in grado di esaminare i fatti alla luce della propria preparazione specifica.


Dott.ssa Sara Bardi


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