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  • Sara Bardi

Covid-19: Violenza domestica e di genere in aumento

I maltrattamenti in famiglia sono calati del 43,6%.

Anzi no. Sono triplicati.

Il ministero dell’interno ci comunica che le persone arrestate e denunciate in Italia per il reato di maltrattamenti (572 C.P.) nelle prime settimane di marzo 2020 sono quasi la metà in meno rispetto allo stesso periodo del 2019 (Ministero dell’interno).

Eppure, visto che le case rifugio e i centri antiviolenza sono aperti nonostante l’emergenza da COVID-19, al 16 aprile sono pervenute 1200 richieste di aiuto in più rispetto allo stesso periodo del 2019 (Ministero della salute).

La convivenza forzata agevola l’attivazione di abusi latenti, esacerbando i conflitti all’interno della relazione.

Infatti, qualche giorno fa anche la magistrata della procura di Milano, Maria Letizia Mannela, ha affermato che dall’inizio dell’emergenza COVID-19 è stata rilevata una diminuzione delle denunce per maltrattamenti: “possiamo dire che la convivenza forzata con i compagni, mariti e con i figli, in questo periodo, scoraggia le donne dal telefonare o recarsi dalle forze dell’ordine” (Ansa del 13/03/2020).

Per questo riteniamo importante anche che, chiunque si renda conto di situazioni particolari nell’appartamento di fianco come, ad esempio, grida e/o musica alta per coprire i rumori di una colluttazione, non si faccia scrupoli a segnalare l’accaduto ai contatti che riportiamo qui sotto.

Non si tratta di “fare la spia” ma salvare delle vite, quella dell’adulto che subisce la violenza, ma anche quella dei minori chiusi in casa con lo stesso carnefice che potrebbero subire danni psicologici permanenti solo vedendo o ascoltando le violenze.


Abbattiamo il muro attorno alle vittime, segnalando la violenza domestica a questi numeri e tramite le seguenti app:

Numero emergenza 112, per segnalare le situazioni di emergenza e ricredere l’intervento immediato delle forze dell’ordine.

Numero 1522, antiviolenza e anti stalking che fornisce assistenza e supporto 24 ore su 24.

App 1522,  disponibile su IOS e Android, consente alle vittime di chattare con gli operatori e chiedere aiuto e informazioni in sicurezza, senza correre il rischio di essere ascoltate dai loro aggressori.

App “Youpol”. Realizzata dalla Polizia di Stato per segnalare episodi di spaccio e bullismo, è stata estesa anche ai reati di violenza domestica. E’ possibile, con questa app, restare anonimi!

Centri antiviolenza. La mappa dei centri è sul sito del Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio. 

Consultori familiari. La mappa è sul sito del Ministero della salute.


Dott.ssa Sara Bardi

Dott.ssa Elena Angelini



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